Salice Terme rappresenta, certamente, la località più famosa e turisticamente rilevante di quella parte della provincia di Pavia "racchiusa" tra Piemonte ed Emilia-Romagna e conosciuta come Oltrepò Pavese.
Questa porzione di territorio lombardo a sud del fiume Po, è universalmente apprezzata per la sua pregiata produzione vitivinicola (D.o.c.), ortofrutticola, per il famoso salame di Varzi (D.o.c.-D.o.p.) e per i formaggi dell'alta valle Staffora, fonti di reddito per le numerose e fiorenti piccole aziende agricole alcune delle quali stanno percorrendo, con notevole successo, anche la strada dell'agriturismo.
E proprio partendo da Salice Terme vogliamo suggerire alcuni itinerari, che possono essere effettuati nell'arco della mezza giornata, alla scoperta dell'Oltrepò Pavese, collinare e montano, e dell'intera provincia di Pavia, terra ricca di storia, con notevoli tesori artistici, architettonici e paesaggistici; terra di sapori intensi e di grandi tradizioni enogastronomiche.
PROPOSTE DI ITINERARI
I itinerario - La Valle Staffora
Partendo da Salice Terme, a piedi (2 Km), è possibile raggiungere il comune limitrofo di Rivanazzano, anch'esso con vocazione termale. Da vedere la ristrutturata torre pentagonale del 1200, unico resto delle antiche mura che fino alla metà del XVII secolo cingevano l'antico villaggio, ed il parco Brugnatelli. Sempre a piedi, attraverso un fitto bosco, si può raggiungere la frazione di Nazzano , il cui Castello (XI sec.), con villa padronale e chiesa, sovrasta Salice Terme. Incantevole e ben tenuto lo splendido giardino all'italiana della villa (XVIII sec.), vero e proprio "esclusivo balcone" su gran parte della valle Staffora e sulla pianura padana.
Risalendo la vallata, in direzione Varzi, dopo 4 km incontriamo Godiasco, comune di antiche origini. Vale la pena visitare il borgo medievale, incluso l'antico Castello dove si rifugiò, secondo una precisa ricostruzione storica, Giuliano Dé Medici, poi Papa Leone X. Degni di nota anche il portale del Palazzo Malaspina (1594) ed il palazzo Pedemonti, dall'austera struttura settecentesca.
Sempre sulla strada per Varzi, arroccato su di un promontorio, il piccolo borgo di Cecima. Da ammirare la Chiesa parrocchiale di S. Martino Vescovo, di notevole pregio la facciata con il magnifico rosone in cotto risalente all'anno 1000. Da Cecima si raggiunge la località di San Ponzo Semola, dove si possono notare i resti di antiche catacombe, a testimonianza delle persecuzioni contro i primi cristiani. A pochi chilometri, nel versante opposto della stessa vallata, nel comune di Ponte Nizza, sorge l'Abbazia di Sant'Alberto di Butrio, risalente all' XI secolo, all'interno della quale si trovano affreschi di notevole valore storico ed artistico. Suggestivo lo scenario: immersa nella natura incontaminata, l'Abbazia rappresenta un momento di pace, serenità e di riconciliazione con se stessi. Dopo questa sosta in perfetta armonia tra spirito e natura, tappa d'obbligo al Castello di Oramala ( XI sec.), nel comune di Val di Nizza, per poi proseguire verso Valverde ed ammirare i ruderi del "Castello Verde".
Tornando sulla strada provinciale del Penice, proseguendo verso sud, si attraversa Bagnaria, suggestivo borgo agricolo, anch'esso di origine medievale, con una validissima produzione di mele e ciliegie. Ed eccoci a Varzi, capoluogo dell'Oltrepò montano. Famosa e prestigiosa la produzione di prelibati insaccati, su tutti il tipico "Salame di Varzi" contraddistinto dalla denominazione di origine controllata e protetta.
Da vedere: la torre dei Malaspina, il borgo medievale, le antiche botteghe riportate al loro passato splendore, le chiese dei Rossi e dei Bianchi, le torri Sottana e Soprana, appartenenti all'antica cinta di mura, la chiesa parrocchiale di San Germano (XIII sec.), la chiesa dei Cappuccini con il monumento a San Francesco.
A circa 6 Km da Varzi, a cavallo con il Piemonte, in località Cella, sorge il Tempio della Fraternità dei Popoli, originale chiesa edificata con i reperti bellici provenienti dai campi di battaglia di tutto il mondo.
Da Varzi è possibile raggiungere altre interessanti località dell'Appennino pavese: Menconico, patria dei tartufi, dei funghi e del "formaggio nisso " (il formaggio che cammina), Monte Penice (1.460 m. s.l.m.) sul quale sorge il Santuario della Beata Vergine, Pian del Poggio (1.400 m.), Cegni, famosa per il carnevale bianco che si celebra il 16 agosto di ogni anno, Pian dell'Armà (1.700 m.), il Monte Chiappo (1.699 m.), Brallo di Pregola, tutte note località turistiche sia invernali che estive, Romagnese , con il Giardino Alpino di Pietra Corva all'interno del quale sono state raccolte numerose e pregevoli piante provenienti da varie parti del mondo, Zavattarello, con l'imponente Castello Dal Verme.
II itinerario - La Valle Ardivestra
Un altro itinerario, con partenza da Salice Terme, è quello che da Godiasco percorre la Valle Ardivestra, percorsa dall'omonimo torrente, lungo la quale ci si imbatte nella millenaria Pieve di San Zaccaria, pregevole esempio di arte romanica la cui costruzione risale intorno all'anno mille, e nel castello di Montesegale, dimora privata, in perfetto stato di conservazione ed ottimo esempio di architettura medioevale Malaspiniana.
Salendo ancora si attraversa il territorio del comune di Fortunago e si raggiunge il Castello di Stefanago (XV sec.), si toccano i centri di Borgoratto Mormorolo, Borgo Priolo e Montalto Pavese, dove si può ammirare il suo bellissimo castello. Luoghi di grande interesse paesaggistico, con una buona attività turistica, ma a preminente vocazione agricola con la vitivinicoltura. Proseguendo verso nord si giunge a Casteggio , grosso centro agricolo ed industriale, sede annuale della più famosa ed importante rassegna della produzione vitivinicola dell'Oltrepò. Proponiamo una visita alle chiese del S. Cuore e di S. Pietro Apostolo, alla Certosa Cantù, sede di un importante museo archeologico, ed ai resti della Fontana di Annibale.
III itinerario - La Valle Versa
Molto interessante anche un itinerario lungo la Valle Versa, con partenza da Broni o da Stradella, (quest'ultima cittadina è famosa in tutto il mondo per la sua produzione di fisarmoniche) alla scoperta della zona più prestigiosa per la produzione vitivinicola dell'Oltrepò.
Prima di raggiungere Santa Maria della Versa, capitale dello spumante di marca Oltrepò Pavese, vale la pena soffermarsi brevemente anche a Canneto Pavese, a Montù Beccaria , a Montescano e visitare qualche tipica azienda agricola e, naturalmente, la sua cantina.
Dopo la sosta a Santa Maria della Versa, si raggiunge Montecalvo Versiggia, per poi spostarsi a Rocca de Giorgi, da vedere il castello (XI sec.), a Golferenzo, a Volpara per una visita al tempio del “ moscato” (tipico vino da dessert) passando per i territori di Ruino e di Canevino.
IV itinerario – Voghera e dintorni
Negli itinerari che proponiamo, non possiamo dimenticare Voghera, capoluogo dell'Oltrepò.
Obbligatoria la visita a Piazza del Duomo, sede di un grosso mercato bisettimanale (martedì e venerdì) ed alla chiesa di S. Lorenzo Martire (XVII sec.), da vedere anche la "Chiesa Rossa" , dedicata ai SS. Ilario e Giorgio, la più antica della città e Tempio Sacrario della Cavalleria Italiana.
Altro monumento degno di nota è il Castello Visconteo (XIV sec.) che attende una radicale opera di restauro per essere riportato agli antichi splendori; da non tralasciare, infine, le chiese del Carmine, di bella architettura rinascimentale e la chiesa di S. Maria delle Grazie, riedificata nel 1492, in stile gotico - lombardo.
Consigliamo un'escursione anche lungo l'antica via Emilia (ora Statale 10), in direzione Piacenza. Attraversati i comuni di Torrazza Coste, sede di un'importante cantina sociale, e di Montebello della Battaglia, teatro nel 1859 dello scontro tra truppe austriache e piemontesi nel corso della 3^ guerra d'indipendenza, si giunge a Torricella Verzate, piccolo comune agricolo, dove è possibile visitare la Scala Santa che sorge nei pressi della canonica della Chiesa parrocchiale, e le 14 piccole cappelle raffiguranti le stazioni della Via Crucis. Pochi chilometri prima di Broni , una deviazione sulla destra porta al colle di Cigognola, altro eccezionale balcone sulla pianura padana. Il borgo è dominato da un castello (XIII sec.) ampiamente rimaneggiato nell'ottocento ed ora residenza privata.
Le possibilità di escursioni con partenza da Salice Terme, ovviamente, non si esauriscono nell'Oltrepò. L'intera provincia di Pavia è facilmente visitabile con itinerari che si possono sempre contenere nella mezza giornata.
V itinerario – Pavia e dintorni
La Certosa di Pavia merita sicuramente il posto d'onore nell'ordine dei luoghi da visitare.
Questo magnifico monumento, alta espressione del Rinascimento lombardo, è situato ad 8 Km da Pavia, lungo la statale per Milano.
Fondata nel 1.396 da Gian Galeazzo Visconti, la Certosa è sicuramente uno dei tesori più prestigiosi del nostro patrimonio artistico nazionale e meta obbligatoria per i numerosissimi turisti, provenienti da tutto il mondo.
Pavia , adagiata sulle rive del Ticino, dove fu fondata oltre duemila anni fa e sede di una tra le più antiche e prestigiose Università italiane, può contare su un ricco patrimonio storico ed artistico.
Una visita alla città può prendere avvio dal suo centro storico. Come punto di partenza il Castello Visconteo (XIV sec.) sede dei Musei Civici, la chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro (XII sec.), notevole esempio di romanico pavese, ospitante le spoglie di S. Agostino, di Severino Boezio e del re longobardo Liutprando. Lungo Strada Nuova il Teatro Civico Fraschini, costruito tra il 1771 ed il 1773; poco oltre, la sede centrale dell'Università. Sempre nei pressi dell'ateneo si possono ammirare tre Torri Medioevali, un tempo così numerose da conferire a Pavia la denominazione di “Città dalle Cento Torri”. Nella medesima piazza, sovrastata da moderna struttura, la Cripta di S. Eusebio (sec. XI), connessa con un'antica cattedrale ariana già esistente (VII sec.) . Piazza della Vittoria, dove si distinguono: il Broletto (XII-XIII sec.) sede municipale fino al 1875, Palazzo de' Diversi (XIV sec.), noto anche come Domus Rubea, la “Casa Rossa”, per l'inconfondibile colore dell'intonaco di rivestimento, S. Maria Gualtieri (sec. XI), non più officiata ma interessante esempio di recupero monumentale, il complesso absidale del Duomo, fondato nella seconda metà del XV sec., con il campanile (XVIII sec.) e la cupola (per dimensioni la terza in Italia ) risalente al secolo scorso. Piazza del Duomo, dominata dalla particolare facciata della chiesa che avrebbe dovuto ricevere una copertura in marmi policromi, e dai resti della Torre Civica, manufatto romanico collassato il 17 marzo 1989. Davanti al Palazzo Vescovile (XVI sec.) suscita curiosità il Regisole (1937), monumento equestre per anni simbolo e sigillo della città. Meritano una visita le chiese di S. Maria del Carmine, notevole esempio di architettura gotica e S. Teodoro, tardo-romanica, con due interessanti affreschi di Pavia cinquecentesca. Nei pressi del lungofiume sorge la chiesa di S. Michele (XII sec.). Il Ponte Coperto, rifacimento del preesistente ponte trecentesco, distrutto durante la seconda guerra mondiale, conduce al quartiere Borgo Ticino, dove si può visitare la chiesa tardo-romanica di S. Maria in Betlem, così denominata per la sua posizione un tempo direttrice per la Terra Santa. Appena al di fuori del centro storico completano la panoramica le chiese di S. Lanfranco e di S. Lazzaro, entrambe romaniche.
Anche la zona che circonda il capoluogo, meglio nota come Pavese, merita una visita. Da vedere i centri di Belgioioso, Bereguardo e Chignolo Po, sedi di altrettanti castelli.
VI itinerario – La Lomellina
Un'altra escursione, di notevole interesse artistico e culturale, può essere effettuata in Lomellina, altro lembo della provincia di Pavia, nota per le sue risaie, i pioppeti , le marcite, ma ancor di più per il suo capoluogo: Vigevano, capitale dell'industria calzaturiera e famosa per avere una delle più belle piazze d'Italia d'epoca rinascimentale: Piazza Ducale, sulla quale si affacciano il Castello Sforzesco, la Torre del Bramante e la Cattedrale di S. Ambrogio. Ma Lomellina non vuol dire solo Vigevano, da visitare: Mede, cittadina con un fiorente artigianato orafo, Lomello, con il battistero di San Giovanni ad Fontes, Sartirana Lomellina , il cui castello è sede di numerose mostre d'antiquariato. Da non dimenticare, poi, le tradizioni gastronomiche di questa zona : il salame d'oca di Mortara , i prelibati piatti con le rane a Sartirana e le offelle , gustosissimo ed originale biscotto di Parona.
Proposte e redazioni testi a cura di Roberto Serra.
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